14 Giugno 2024

Chirurgia Maxillo Facciale

Implantologia

Gli impianti endossei hanno il compito di sostituire le radici dei denti.
Oramai rappresentano il "Golden Standard" nelle riabilitazioni occlusali dei pazienti edentuli. Ne esistono di numerose marche, di vario tipo e con caratteristiche mutevoli dipendentemente dalla casa costruttrice e dalla necessità del paziente.
Un impianto ideale dovrebbe avere una dimensione compresa fra gli 8 ed i 13 mm con uno spessore minimo di 3,5 mm. In letteratura sono descritti comunque anche impianti di lunghezza inferiore agli 8 mm i cosiddetti "Short Implant" che sembrano dare ottimi risultati.
Gli impianti necessitano di una fase di integrazione che dura circa 3 mesi. Passata tale fase gli impianti possono essere "caricati" con la protesi.
L´implantologia è una soluzione riabilitativa molto buona ma necessita di un´attenta manutenzione. Il fumo di tabacco e la cattiva igiene orale sono un nemico giurato degli impianti e ne minano in maniera evidente la durata nel tempo.

Gravi Atrofie dei mascellari

In alcuni casi molto complessi è necessario ricostruire le dimensioni tridimensionali dei mascellari atrofici prima di procedere all´implantologia.
Spesso questi interventi richiedono un intervento chirurgico in Anestesia Generale.
I risultati post operatori sono sempre molto buoni sia dal punto di vista funzionale che estetico.

Chirurgia delle Malformazioni Maxillo Mandibolari

La patologia malformativa dei mascellari e´ una patologia di sviluppo che ha il suo maggior impulso nel periodo della pubertà per terminare intorno ai 18 anni. La malformazione facciale che ne consegue non è solamente un problema estetico, ma può comportare nel tempo gravi problematiche funzionali a carico dell´articolazione temporo mandibolare e della funzione masticatoria.
Il trattamento è essenzialmente chirurgico e si compone di 3 fasi:
1) fase ortodontica per chirurgica che ha lo scopo di preparare le arcate dentali all´intervento chirurgico
2) intervento chirurgico che consiste nel mobilizzare le basi scheletriche e riposizionare nella corretta spazialità rispetto al volto
3) fase ortodontica post chirurgica che ha lo scopo di finalizzare l´occlusione dentale

Patologia Funzionale respiratoria nasale

L'intervento di settorinoplastica funzionale o estetica è l'intervento che maggiormente viene richiesto al chirurgo maxillo-facciale.
Il naso rappresenta la centralità del volto ed un bel naso suscita spesso nell'astante una sensazione di benevolenza nei confronti dell'individuo. Al contrario un brutto naso suscita sempre reazioni contrastanti che variano dalla derisione alla paura ma comunque mai una sensazione di sicurezza.
Non vi sono limiti di età er eseguire un intervento di settorinoplastica. E'sempre più frequente la richiesta di interventi di settorinoplastica da parte di persone con età avanzata.
L'intervento di settorinoplastica non viene passato dal SSN ad eccezione di comprovate limitazioni funzionali ed in questo caso i tempi di attesa sono lunghissimi.
In regime privato l'intervento viene eseguito nello stesso giorno del ricovero nella struttura sanitaria. L'intervento si esegue in anestesia generale e dura circa un paio di ore.
Il post operatorio non è assolutamente doloroso e con le nuove tecniche chirurgiche generalmente non è più necessario il tamponamento nasale.
La dimissione è il giorno successivo all'intervento e la ripresa della normale attività lavorativa può essere svolta già dopo 3 giorni.
Non vi sono stagioni in cui l'intervento non può essere eseguito.

Patologia disfunzionale dell'Articolazione temporo-mandibolare

L´articolazione temporo-mandibolare è parte integrante dell´apparato stomatognatico. Tale apparato viene rappresentato oltre che dall´articolazione temporo-mandibolare anche dalla struttura neuro muscolare e dalle arcate dentali.
Fra questo sistema ed il sistema nervoso centrale si stabiliscono delle fini interrelazioni che comportano una modifica di tutte le componenti alla variazione di una sola. Da questo deriva che un alterazione dello stato neurologico del paziente come in caso di stress può comportare un alterazione dell´apparato stomatognatico e viceversa un alterazione dell´apparato stomatognatico può comportare una modifica dello stato emozionale del paziente.
La diagnosi di una patologia a carico dell´articolazione temporo-mandibolare deve prendere in considerazione tre elementi basali: l´anamnesi, l´esame clinico, gli esami strumentali.
L´anamnesi è fondamentale per risalire all´esordio della patologia e quindi a determinare una prima distinzione fra patologia di origine traumatica, malformativa, infiammatoria o disfunzionale. Generalmente il paziente con patologia articolare riferisce il dolore come problematica principale. E´ importante la diagnosi differenziale con patologie di natura otorinolaringoiatrica o con patologie a carico del rachide cervicale. Soprattutto queste ultime sono causa frequente di irradiazione del dolore all´articolazione temporo-mandibolare e la contestualità fra le due patologie è presente il più delle volte nei disturbi di tipo muscolare.
Un aspetto che troppo spesso viene trascurato è quello di indagare sulle abitudini viziate del paziente, come ad esempio masticare in maniera ossessiva il chewing gum, che possono comportare disfunzioni muscolari oppure tenere oggetti tra i denti come ad esempio una penna perché può dar luogo a dislocazioni meniscali.
Infine è di fondamentale importanza considerare la terapia farmacologica in quanto alcuni farmaci possono svelare patologie nascoste o misconosciute da parte del paziente.
La terapia in oltre il 90% dei casi è di tipo medico mentre solo un 5-10% di pazienti ha necessità di ricorrere ad interventi chirurgici.
Le patologie più frequenti sono:
l´ "internal derangement" il cui sintomo più comune è il click articolare, caratterizzato da incoordinazione tra condilo e disco articolare
il "lock acuto o cronico" ovvero il blocco funzionale dell´articolazione in quanto il menisco si interpone tra condilo e fossa glenoide impedendo di fatto il movimento articolare ed il paziente rimane a bocca chiusa
la "lussazione della mandibola" in cui il condilo in massima apertura sorpassa il tubercolo articolare non riuscendo più a tornare indietro ed il paziente rimane a bocca aperta.
La terapia nel 95% dei casi è di tipo medico.
La terapia della patologia articolare si avvale dell´ausilio di placche gnatologiche e terapie miofunzionali.

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